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Internet verso la saturazione?

network small In queste settimane ci siamo resi conto come mai, che internet è a tutti gli effetti un bene primario. Dalla connettività in questo momento dipendono istruzione, lavoro, svago e rapporti sociali: si calcola che nelle ultime 2 settimane l’incremento delle risorse internet utilizzate sia stato dal 40 al 150%, il che sta mettendo a dura prova non solo le infrastrutture degli operatori, ma anche e soprattutto i fornitori di servizi web, colossi del calibro di Google, Apple, Facebook, Amazon e Microsoft.
Per ciò che riguarda l’istruzione ed il lavoro c’è stato un enorme aumento dei servizi di formazione a distanza, call conference, utilizzo di piattaforme online di cooworking, etc; anche il GARR, la rete italiana dell'istruzione e della ricerca, ha riscontrato nell'ultima settimana un aumento del traffico in upload del 60% rispetto alla media annuale.
Forse l’incremento più significativo, sopratutto in considerazione della banda richiesta, è avvenuto però nell’ambito dello svago e dei rapporti sociali. Se pensiamo ad esempio allo streaming di contenuti video (Youtube e Netflix in primis), alle videochiamate (Whatsapp e Skype principalmente) e al gaming online (Fortinite o il download di nuovi titoli come Call of Duty Warzone e Doom Eternal), è facile immaginare che l’intensificazione di utilizzo di banda sia stato enorme.
Per fronteggiare questa situazione alcuni gestori di contenuti in streaming hanno cominciato a diminuire il bitrate (la qualità) della trasmissione del 25%, altri come ad esempio Facebook, possessore di WhatsApp e Instagram, hanno effettuato un rapido aumento dei servers adibiti al servizio.
Gli utilizzatori, dal canto loro, possono far poco... una delle possibilità è quella di scegliere servizi meno blasonati, ma comunque ottimi, alternativamente a quelli più conosciuti, come ad esempio Signal o Telegram al posto di Whatsapp, o Zoom al posto di Skype.
Dall’analisi dei dati emerge comunque che al momento infrastrutture e servizi web stanno reggendo bene, con il verificarsi quasi esclusivamente di qualche rallentamento sporadico, ma ancora nessun blackout rilevante. Nota decisamente positiva, anche in relazione al fatto che le relazioni DESI (Digital Economy and Society Index) hanno piazzato l’Italia tra gli ultimi posti in Europa per lo stato di informatizzazione dell'economia e della società.
Bisognerà anche capire quanto durerà questa situazione di quarantena generale e quale tipo di impatto a lungo termine potrà avere, ben consapevoli che potrebbe rivelarsi una grande opportunità nel migliorare l’utilizzo dell’attuale tecnologia nella realtà quotidiana, ma anche una possibilità di evoluzione data da nuove esigenze.